C’è un fascino strano, quasi magnetico, nei gettoni telefonici anni ’60 e ’70: li tieni in mano e ti sembra di sentire ancora l’eco metallica delle cabine, il vetro appannato, le dita un po’ fredde che cercano le monete in tasca. E poi scopri che non è solo nostalgia, alcuni di quei dischetti possono essere davvero ricercatissimi dai collezionisti, e in certi casi trasformarsi in un piccolo tesoro.
Perché questi gettoni accendono la caccia dei collezionisti
Il punto è che non parliamo solo di “vecchi oggetti”. I gettoni raccontano un’epoca in cui telefonare era un gesto quasi rituale, con tempi, suoni e attese. Nel collezionismo, questa componente emotiva si intreccia con due ingredienti più “freddi” ma decisivi: rarità e conservazione.
In pratica, un gettone comune e consumato può valere poco, mentre un esemplare ben tenuto, con un codice interessante o una variante rara, può salire parecchio. Non è magia, è domanda e offerta, condita da passione.
Come riconoscere un gettone anni ’60 e ’70 (senza farsi ingannare)
Quando li guardi da vicino, alcuni dettagli tornano sempre, e sono quelli che aiutano a capire periodo e tipologia.
Materiali: il metallo “giusto” conta
Negli anni ’60 e ’70 erano diffusi gettoni in ottone, bronzo o alluminio. In genere risultano più solidi e “pieni” rispetto alle versioni successive. I modelli in plastica, quando presenti, tendono ad avere minor valore collezionistico, proprio perché meno iconici e meno durevoli.
Dimensioni e design: piccoli standard, grandi differenze
Molti esemplari ruotano attorno a misure tipiche (circa 24,5 mm di diametro, 2,2 mm di spessore, 7 g di peso), ma ciò che fa la differenza è il design:
- scanalature, spesso tre, un tratto distintivo molto noto
- simboli, numeri, scritte, talvolta piccoli slogan o segni di riconoscimento
- bordo e rilievi più o meno netti, utili per valutare l’usura
Se i rilievi sono “mangiati” o il bordo è troppo liscio, il valore di solito scende.
Codici e marchi: la chiave per datarli
La parte più divertente, secondo me, è quando inizi a leggere i codici e ti sembra di decifrare un messaggio. Molti gettoni riportano una codifica del tipo 7201, che può indicare mese e anno (gennaio 1972), fino a sequenze come 7912 (dicembre 1979). È un sistema pratico per collocarli nel tempo e, in alcuni casi, per individuare emissioni più rare.
Inoltre possono comparire sigle o riferimenti a società dell’epoca (come SIP e altre aziende telefoniche storiche). Qui entra in gioco la vera “scienza” del collezionista, molto vicina alla numismatica: osservazione, confronto, cataloghi, e spesso tanta pazienza.
Quanto possono valere davvero? Una bussola realistica
Parliamoci chiaro: non tutti i gettoni diventano una fortuna. Però alcuni prezzi, soprattutto in ottimo stato, possono sorprendere. Ecco una panoramica orientativa, utile per farsi un’idea.
| Modello/Codice | Periodo | Valore stimato |
|---|---|---|
| STIPEL 1927 (primo gettone) | 1927 | 60-85 € |
| 7809 | 1978 | 5-15 € |
| 7607 | anni ’70 | 10-30 € |
| 7905 | 1979 | ~15 € |
| ESM 7201/7202 | 1972 | ~0,95 € |
| Lotti vari (6-14 pezzi) | anni ’60-’70 | 50-80 € |
Il salto di qualità, quello che porta “da decine a centinaia”, arriva quando si sommano tre fattori: rarità, variante (errori, conii particolari, dettagli insoliti) e conservazione alta.
Conservazione: il dettaglio che fa (quasi) tutto
Se vuoi capire se un gettone ha potenziale, controlla:
- rilievi ancora nitidi (numeri e scritte leggibili)
- assenza di graffi profondi e colpi sul bordo
- patina uniforme (una patina “bella” spesso è preferibile a una pulizia aggressiva)
- nessuna deformazione (anche minima)
Un consiglio pratico: evita lucidature fai-da-te. Spesso un gettone “troppo brillante” perde valore perché appare manipolato.
Come ottenere una stima affidabile (senza illusioni)
Se pensi di avere un pezzo interessante, la strada migliore è questa:
- fotografalo bene (fronte, retro, bordo, in luce naturale)
- annota codice, misure e eventuali sigle
- confronta i risultati con cataloghi, forum e vendite concluse
- per cifre importanti, senti un numismatico o una casa d’aste specializzata
E qui si chiude il cerchio: sì, i gettoni anni ’60 e ’70 sono ricercati perché parlano di noi, ma anche perché, in certe combinazioni di dettagli, possono diventare oggetti davvero desiderati. E la prossima volta che ne trovi uno in un cassetto, scommetto che lo guarderai con un’attenzione completamente diversa.




