Assegni bancari dimenticati: ecco entro quanto tempo vanno incassati

Capita più spesso di quanto si ammetta: trovi un foglietto nel cassetto, ti ricordi di un pagamento, e ti chiedi se quell’assegno bancario “dimenticato” valga ancora qualcosa. La verità è che i tempi per incassarlo sono precisi, ma non sempre la partita finisce allo scadere dei giorni segnati sul calendario.

Prima cosa: cosa significa “presentare” un assegno all’incasso

Quando si parla di termini, la legge guarda alla presentazione all’incasso, cioè al momento in cui porti l’assegno in banca (o lo versi sul conto) perché venga pagato. Non è solo un dettaglio tecnico: superare quei termini non fa sparire automaticamente il tuo diritto, ma cambia gli strumenti e le tutele a tua disposizione.

Le tempistiche ufficiali (e perché contano)

La regola base, prevista dalla normativa italiana, è legata a dove l’assegno è pagabile.

  • 8 giorni lavorativi se l’assegno è “su piazza”, cioè pagabile nello stesso comune in cui è stato emesso.
  • 15 giorni se è “fuori piazza”, cioè pagabile in un comune diverso in Italia.

Poi ci sono casi meno frequenti, ma utili da conoscere se l’assegno arriva da fuori:

  • 20 giorni se emesso da banche estere in Europa o in Paesi dell’area mediterranea.
  • 30-60 giorni per zone soggette alla sovranità italiana o per continenti diversi, in base alla distanza e alla categoria prevista.

In pratica, quei giorni servono a tutelare chi riceve il pagamento e a dare al sistema bancario un perimetro chiaro per la gestione del titolo.

Se sei in ritardo: l’assegno è davvero “scaduto”?

Qui arriva la parte che spesso sorprende. Se presenti l’assegno oltre il termine (8, 15, 20 o 30-60 giorni), non è detto che la banca lo rifiuti automaticamente. Può pagarlo come pagamento tardivo, a condizione che l’emittente non abbia nel frattempo revocato l’ordine di pagamento.

C’è però un secondo paletto importante: il pagamento tardivo è generalmente possibile entro 60 giorni dalla scadenza del termine di presentazione. Tradotto, non conviene aspettare “tanto per”, perché esiste una finestra di recupero, ma non è infinita.

La prescrizione: il limite che non perdona

Anche se la banca può essere disponibile in alcune situazioni, dopo un certo periodo il diritto si spegne davvero. Per gli assegni bancari, il riferimento pratico è che dopo 6 mesi dall’emissione scatta la prescrizione, e quindi il diritto di far valere quel titolo può decadere.

Se hai in mano un assegno vecchio, il primo controllo da fare è sempre lo stesso: data di emissione.

Cosa fare subito se trovi un assegno dimenticato

Quando mi è capitato di rimettere mano a un assegno dopo settimane, ho capito che la strategia migliore è semplice: niente panico, ma mosse rapide e ordinate.

  1. Controlla data e luogo di pagamento (su piazza o fuori piazza).
  2. Se sei nei tempi, vai in banca e chiedi l’incasso o il versamento sul conto.
  3. Se sei oltre i termini, chiama la tua banca e chiedi se può essere gestito come pagamento tardivo.
  4. Se la banca segnala problemi, contatta l’emittente e concorda una soluzione (spesso un nuovo assegno o un altro metodo di pagamento).

Mini tabella di orientamento

SituazioneTermine di presentazioneCosa aspettarsi
Su piazza8 giorni lavorativiIncasso regolare
Fuori piazza15 giorniIncasso regolare
Presentazione oltre termineOltre 8 o 15 (o 20, 30-60)Possibile pagamento tardivo se non c’è revoca
Assegno molto vecchioOltre 6 mesiRischio prescrizione

Smarrimento o furto: qui serve velocità

Se l’assegno non è “dimenticato” ma smarrito o sospetti un furto, la sequenza corretta è:

  • fare denuncia alle autorità competenti,
  • chiedere alla banca il blocco immediato,
  • seguire le indicazioni per evitare che venga incassato da terzi.

Attenzione: assegno bancario e assegno circolare non sono la stessa cosa

Un’ultima nota che salva da molti equivoci: gli assegni circolari seguono regole diverse e, in generale, hanno una validità più lunga, spesso fino a 3 anni. Quindi, se stai guardando un titolo e non sei sicuro del tipo, verifica la dicitura: cambia davvero tutto.

Alla fine, la domanda del cassetto si risolve così: sì, un assegno dimenticato può ancora essere incassato, ma solo se ti muovi dentro tempi chiari, tra presentazione, eventuale pagamento tardivo, e il confine netto della prescrizione.

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