Quando leggi “allerta mutui 2026” e “decisione delle banche sui tassi”, la domanda vera è una sola: cosa succede alla tua rata nei prossimi mesi, e soprattutto cosa rischi di pagare nel 2027. La sensazione, quasi strana dopo anni di scosse, è che il 2026 possa essere l’anno della calma, ma con una porta socchiusa su possibili rincari.
La decisione che sta guidando tutto: tassi BCE fermi (per ora)
Le banche, nei loro scenari 2026, stanno seguendo una linea abbastanza coerente con la Banca Centrale Europea: tassi invariati almeno fino al 2026. I riferimenti che circolano sono chiari, tasso sui depositi al 2% e rifinanziamento principale al 2,15%, mantenuti stabili per diversi incontri consecutivi.
Perché questa “immobilità” è credibile? Perché le proiezioni di inflazione restano vicine al target, con una core inflation stimata intorno al 2,4% nel 2025 e 2,2% nel 2026. In pratica, non c’è urgenza di tagliare, e secondo alcune posizioni interne alla BCE, si inizia persino a ragionare sul fatto che, se l’economia sorprendesse al rialzo e l’inflazione tornasse appiccicosa, nel 2027 potrebbero arrivare aumenti.
2026: cosa prevedono le banche su fisso e variabile
Qui arriva la parte che interessa davvero chi sta comprando casa, rinegoziando o valutando una surroga.
Mutuo a tasso fisso: IRS in salita, e la “finestra” si restringe
Il tasso fisso non dipende dall’umore del mese, ma dalle attese di lungo periodo, cioè dai livelli dell’IRS. E proprio qui si vede il dettaglio che cambia il racconto: l’IRS, soprattutto sulle scadenze lunghe come 30 anni, viene segnalato in risalita, con livelli che richiamano record storici.
Cosa significa in concreto?
- TAN medi previsti sul fisso nel 2026 tra 3,00% e 3,40%
- rischio di ulteriori rincari se il mercato inizia a prezzare una BCE più “dura” nel 2027 (si parla anche di tassi potenzialmente verso 2,5%)
Non è un allarme rosso, ma è un messaggio: se vuoi protezione e orizzonte lungo, bloccare condizioni competitive “prima” può contare.
Mutuo a tasso variabile: più leggero oggi, più sensibile domani
Sul fronte variabile, lo scenario appare più stabile: il Euribor viene atteso relativamente fermo, proprio perché la BCE non dovrebbe muoversi nel 2026.
Numeri indicativi che ricorrono nelle analisi:
- tassi medi intorno al 2,64%, spesso circa 70 punti base sotto il fisso
- forchetta 2026 tra 2,50% e 2,90%
Il variabile, quindi, può restare appetibile per 12 o 24 mesi. Ma è un patto: oggi risparmi, domani accetti il rischio che nel 2027 la musica cambi.
Quanto cambia la tua rata: un esempio semplice (e realistico)
Facciamo un caso tipico: 150.000 euro a 30 anni.
È stato stimato che il passaggio di tassi medi dal 3,50% al 3,73% comporta circa +222 euro all’anno. Detto così sembra “poco”, ma è il segnale di una direzione. E se l’IRS continuasse a salire, sul fisso l’effetto può diventare visibile anche nel quotidiano: diverse simulazioni indicano che, senza bloccare per tempo, si rischiano +50 o +100 euro al mese in più rispetto alle migliori offerte disponibili in una fase più favorevole.
Fisso vs variabile, in una tabella rapida
| Scelta | Vantaggio | Rischio | Per chi ha senso |
|---|---|---|---|
| Tasso fisso | Rata stabile, pianificazione | entrare con TAN più alto | chi vuole sicurezza e budget rigido |
| Tasso variabile | rata iniziale più bassa | rialzi possibili dal 2027 | chi regge oscillazioni e punta al breve |
Come muoversi senza farsi prendere dal panico
Se dovessi riassumere la “decisione” delle banche in una frase, direi: 2026 di attesa, 2027 da monitorare. E allora ecco le mosse pragmatiche:
- Valuta l’orizzonte: se la casa è “per sempre”, la stabilità pesa più di qualche decina di euro oggi.
- Se scegli variabile, chiediti se reggi un rialzo futuro della rata senza stress.
- Confronta spread, durata e condizioni di surroga, a volte la differenza vera sta lì.
- Non guardare solo il TAN, controlla sempre il TAEG e i costi accessori.
E il mercato casa?
Molti analisti si aspettano nel 2026 un mercato più vivo, con prezzi in crescita moderata, spesso stimata tra +2% e +3%, e una ripresa delle erogazioni dei mutui. Tradotto, più domanda e più concorrenza, ma anche meno “occasioni” se i tassi di lungo periodo si irrigidiscono.
La risposta all’allerta, quindi, non è fuggire: è decidere adesso che tipo di tranquillità vuoi comprare, rata per rata.




