Se stai seguendo l’aumento pensioni 2026 come si aspetta un aggiornamento importante, capisco benissimo quella sensazione: apri le notizie, cerchi la tabella ufficiale, provi a fare due conti e ti chiedi, “quanto mi entra davvero al mese?”. Dal 1° gennaio 2026 la risposta inizia a essere più chiara, perché l’indice provvisorio di perequazione è già stato pubblicato e fissa un rialzo base dell’1,4%.
Cosa cambia dal 1° gennaio 2026 (in parole semplici)
Il meccanismo è quello della rivalutazione annuale, cioè l’adeguamento degli importi all’andamento dei prezzi. Per il 2026 l’indice provvisorio è 1,4%, come indicato nei riferimenti ufficiali (Gazzetta Ufficiale n. 277/2025).
Due punti da tenere in testa, senza perdersi nei tecnicismi:
- Per la maggior parte delle pensioni, l’adeguamento segue l’indice 1,4%.
- Per le pensioni minime (trattamento minimo INPS) è confermato anche un extra di 1,3%, che porta l’incremento complessivo potenziale al 2,7%.
E sì, è “provvisorio”: significa che possono esserci conguagli successivi, ma l’erogazione parte dai ratei di gennaio 2026.
La tabella ufficiale del trattamento minimo INPS (aggiornata)
Quando si parla di importi, una tabella fa subito ordine. Ecco i valori indicati per il trattamento minimo.
| Anno | Importo mensile | Importo annuo |
|---|---|---|
| 2025 | 603,40 € | 7.844,20 € |
| 2026 | 611,85 € | 7.954,05 € |
Questi sono gli importi con la rivalutazione ordinaria collegata all’indice. Ma il punto interessante, per chi ha il minimo, è l’aggiunta straordinaria.
Con l’extra 1,3%: quanto arriva la minima?
Con la rivalutazione straordinaria aggiuntiva, le pensioni minime possono arrivare fino a circa 619,80 € mensili. In pratica, l’aumento complessivo massimo (1,4% + 1,3%) porta la soglia un po’ più su, e per molte persone questa differenza si sente nelle spese quotidiane.
Rivalutazione a fasce: perché non tutti prendono lo stesso 1,4%
Qui spesso nasce confusione. L’1,4% non è sempre applicato “pieno” su tutta la pensione, perché entra in gioco un sistema a fasce: oltre certe soglie, la percentuale riconosciuta scende.
Ecco lo schema sintetico:
| Fasce di importo pensione | % indice applicato |
|---|---|
| Fino a 4 volte il trattamento minimo | 100% |
| Da 4 a 5 volte il minimo | 90% |
| Oltre 5 volte il minimo | 75% |
Detto in modo molto concreto: chi ha assegni più alti vede una parte della rivalutazione “ridotta” rispetto al 100%. È una regola strutturale del sistema, e spiega perché due pensioni diverse non crescono in modo identico.
Esempi rapidi: nuovi importi mensili con rivalutazione 1,4%
Per farsi un’idea immediata, questi esempi mostrano l’incremento tipico (calcolato sul 1,4% dove applicato pienamente):
| Pensione iniziale | Aumento mensile | Nuovo importo |
|---|---|---|
| 1.000 € | 14,00 € | 1.014,00 € |
| 1.200 € | 16,80 € | 1.216,80 € |
| 1.500 € | 21,00 € | 1.521,00 € |
| 2.000 € | 28,00 € | 2.028,00 € |
| 2.500 € | 34,88 € | 2.534,88 € |
| 3.000 € | 41,39 € | 3.041,39 € |
Se la tua pensione ricade nelle fasce con percentuali ridotte, l’aumento effettivo può essere più contenuto rispetto a questi esempi “lineari”.
Altri importi: invalidità e maggiorazioni legate alla famiglia
Oltre alle pensioni “classiche”, nel 2026 risultano indicati anche aggiornamenti per alcune prestazioni e maggiorazioni:
- Assegno mensile di invalidità civile: da 336 € a 340,70 €, più una maggiorazione di 10,33 €.
- Minime con maggiorazioni per donne (valori indicati):
- 3 volte assegno sociale: 1.638,69 €
- 2,8 volte (1 figlio): 1.529,44 €
- 2,6 volte (2+ figli): 1.420,20 €
Cosa aspettarsi operativamente (e cosa controllare)
Gli aumenti dovrebbero vedersi da gennaio 2026 nei cedolini INPS. Se vuoi fare una verifica “pulita”, ti consiglio di controllare:
- L’importo lordo e netto del rateo di gennaio.
- Se rientri nel trattamento minimo e quindi nell’extra 1,3%.
- La tua fascia di rivalutazione, se l’assegno supera più volte il minimo.
A conti fatti, la domanda iniziale trova risposta: nel 2026 l’aumento c’è, è agganciato a un 1,4% provvisorio, e per le pensioni minime può arrivare fino al 2,7%, con un importo mensile che può toccare circa 619,80 €. Un cambiamento non enorme, ma finalmente misurabile, euro per euro.




